La pista ciclabile “La vecchia ferrovia”: quattro anni di interventi.

Da quando è stata realizzata ormai vent’anni fa, la pista ciclopedonale lungo la vecchia ferrovia Verona-Mantova tra Santa Lucia e Golosine è diventata uno dei luoghi più frequentati e apprezzati della Circoscrizione. Quando abbiamo aperto la fase di ascolto durante la campagna elettorale di 5 anni fa, è stata infatti una delle opere più segnalate per essere sistemata e valorizzata.

Il mio impegno e quello dell’amministrazione Tommasi è stato quindi massimo su questo tema e dopo 4 anni di lavoro ci tengo a fare un breve bilancio dei piccoli e grandi risultati ottenuti.

  • A ottobre 2022 abbiamo asfaltato il tratto di rotaia che da anni era aperto in mezzo alla ciclabile e che creava un costante pericolo per le biciclette.
  • Abbiamo chiuso il pericoloso passaggio che collegava la pista con Salita Santa Lucia, usato per lo spaccio o per situazioni di degrado.
  • Si è rifatta tutta la segnaletica orizzontale, prima agli incroci e poi su tutto il resto del percorso.
  • Approvato una mozione, a mia prima firma, per acquisire definitivamente tutta la ciclabile da RFI insieme ad altre aree limitrofe oggi abbandonate. Questo percorso di acquisizione non è ancora concluso, ma a breve voteremo la variante al PAT che permetterà finalmente di concludere questo procedimento.
  • Abbiamo organizzato, in collaborazione con la Circoscrizione, tantissime attività per tenerla ancora più viva e frequentata. Fra tutte le iniziative ricordo la domenica ecologica dell’aprile 2023.
  • Abbiamo rifatto la staccionata nuova nel tratto dalle scuole Frattini fino a via Dora Baltea, per oltre 50.000€ di spesa.
  • Abbiamo approvato e finanziato la nuova pista ciclabile che, partendo proprio da Stradone Santa Lucia, attraverserà via Po, viale dell’Industria per arrivare fino a Borgo Roma. I lavori partiranno in primavera per un costo di quasi 2 milioni di euro.
  • Creando il nuovo parcheggio in Salita Santa Lucia, si è riqualificata tutta l’area verde vicina, rendendola un nuovo giardino a fianco della ciclabile.
  • Nelle prossime settimane trasformeremo in una mozione da votare in Consiglio Comunale la proposta del Comitato di Verona Sud di allungare la ciclabile fino a Villafranca costeggiando la ferrovia. Percorso che abbiamo già chiesto di inserire nel nuovo PAT di Verona.

Di cose da fare ce ne sono ancora tante: la staccionata va rifatta fino alla fine; dobbiamo acquisire tutte le aree di RFI nella zona di Contrada Polese; dobbiamo acquisire e riqualificare anche le aree verdi dell’Ater e dell’ex Autogerma. 

Ma dopo il lavoro svolto in questi anni, lasceremo la nostra ciclabile “La vecchia ferrovia” in condizioni migliori di come l’abbiamo trovata.

Le nuove ciclabili di Verona stanno già funzionando

Sento spesso dire: “Le nuove piste ciclabili sono vuote, non le usa nessuno”.

​Va detto subito che le nuove infrastrutture non risolvono i problemi con la bacchetta magica: richiedono tempo per entrare nelle abitudini dei cittadini. Inoltre, la rete di nuove ciclabili non è ancora completata e molti tratti sono tuttora in cantiere. Eppure, i dati raccolti grazie al monitoraggio FIAB, promosso in occasione della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, dimostrano già che quell’affermazione è falsa: gli investimenti sulla mobilità ciclabile stanno portando i primi risultati positivi.

I dati rilevati, infatti, mostrano un aumento del numero delle biciclette del 18% rispetto agli anni precedenti con picchi fino al 32% in alcune zone della città.

​Potenziare il trasporto pubblico, in primis con la realizzazione della filovia, e costruire una rete ciclabile capillare (con 25 km di nuovi percorsi) sono passaggi fondamentali per offrire un’alternativa reale e sicura all’automobile. Tutto questo richiede pazienza per i disagi legati ai cantieri, ma anche il tempo necessario per modificare abitudini consolidate da anni.

​Riuscire a trasferire anche solo una parte degli spostamenti quotidiani dall’auto privata ai mezzi pubblici e alla bicicletta non è una guerra agli automobilisti: è un vantaggio per tutti, in termini di traffico, aria pulita e vivibilità della città.

Stanziati 1,2 milioni per Forte Gisella

La Giunta Comunale ha deliberato lo stanziamento di 1.265.000€ per il rifacimento di tutta la copertura del ridotto centrale di Forte Gisella. La cifra, composta da 765.000€ di fondi comunali e 500.000€ di finanziamento statale, risolverà uno dei maggiori problemi del nostro Forte.

Inutile dire che di lavoro da fare ce n’è ancora tanto, sia per quanto riguarda la ristrutturazione sia per la gestione, ma questo intervento rappresenta un grosso passo avanti non scontato e che ci avvicina al sogno di riavere un forte completamente sistemato e a disposizione del quartiere e della città.

Provincia, Fondazione Arena e i lavoratori della Fondazione

Mercoledì 29, in consiglio provinciale, abbiamo approvato un’importante delibera per riportare questo ente dentro il Cda di Fondazione Arena di Verona. La delibera avvia il rientro a pieno titolo della Provincia di Verona nel consiglio di indirizzo di Fondazione Arena. Una decisione giusta visto il ruolo e l’impatto dell’attività della Fondazione su tutto il territorio provinciale.

È stata per me anche l’occasione per ricordare alla sovrintendente Gasdia una maggiore attenzione per le condizioni lavorative, contrattuali e salariali dei lavoratori della Fondazione.

La risposta è stata un mix di arroganza “lei non è ben informato”, di appartenenza politica “questo governo di destra è l’unico che in 25 anni ha guardato alle fondazioni lirico-sinfoniche” (dimenticando di dire che se Fondazione Arena esiste ancora dopo il fallimento dell’era Tosi è grazie alla legge Bray del governo Letta) e di affermazioni assurde come “anche 50 anni fa si lavorava a queste condizioni”.

Questa la sua considerazione per i lavoratori di Fondazione Arena.

Piazza Renato Simoni cambia volto

È stato presentato in commissione urbanistica il progetto di rifacimento di Piazza Renato Simoni, la piazza del “grattacielo” di Verona. Questa piazza, realizzata alla fine degli anni Cinquanta, rappresenta uno snodo molto importante per la città e non solo perché da qui passerà la filovia. È di fatto una moderna porta d’ingresso alla città, che però oggi risulta molto caotica e con strutturali problemi di pavimentazione che creano grosse buche sulla strada.

In collaborazione con il Politecnico di Milano, è stato quindi redatto un progetto che potrà vedere l’inizio dei lavori tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo. Un progetto che punta a ridisegnare tutta l’area mettendo insieme le esigenze di viabilità con una maggiore sicurezza e vivibilità della zona. Qui sotto alcune immagini del progetto della nuova piazza.

Ispettori ambientali Amia: ecco i primi risultati

Gli ispettori ambientali di Amia sono ufficiali nati con un compito preciso: vigilare sul corretto conferimento dei rifiuti e sanzionare i trasgressori. Si tratta di una novità assoluta per Verona, fortemente voluta e istituita da questa amministrazione. Dopo un attento percorso di preparazione durato diversi mesi, oggi sono operativi i primi 5 ispettori, affiancati in diverse occasioni dagli agenti della Polizia Locale.

Inutile dire che sono figure fondamentali per affrontare i problemi legati ai comportamenti scorretti sulla raccolta rifiuti, in particolar modo durante questa fase di grande cambiamento del sistema di raccolta.

E i risultati si sono visti subito. Nella prima settimana di lavoro sono state sanzionate 19 persone che abbandonavano i sacchetti a terra (8 provenivano da fuori Comune).

Sono stati fatti controlli anche attraverso le telecamere di videosorveglianza che hanno portato a 30 sanzioni.

Con la collaborazione di Solori è stata inoltre fatta una verifica su tutte le unità familiari di via Tartaro, via che presenta da sempre forti criticità, ed è emerso che 32 di esse erano sconosciute alla TARI (il 13,6%!!).

Ma è proprio il dato sull’emersione dell’evasione della TARI che impressiona: negli ultimi due anni, grazie al cambio di sistema di raccolta, sono emerse 7700 nuove utenze, 2700 nel 2024 e 5000 nel 2025. Si tratta di migliaia di famiglie che non avevano mai pagato la tassa sui rifiuti e che ora, finalmente, sono state rimesse in regola per fare la loro parte. 

Uno degli impegni legato al sistema della raccolta rifiuti era proprio controllare e sanzionare chi si comporta male. Questi controlli proseguiranno senza sosta: siamo certi che i benefici di questo presidio costante saranno presto evidenti sotto gli occhi di tutti, direttamente sulle nostre strade.

Maxi-cantiere TAV in Quarta e Terza Circoscrizione. Disagi ridotti al minimo

Il maxi-cantiere dell’Alta velocità del Nodo di Verona – Ingresso Ovest è iniziato ad ottobre 2025. Consiste nel realizzare un nuovo fascio di binari parallelo a quello esistente per i treni ad alta velocità e durerà più di quattro anni. Le zone maggiormente interessate sono Santa Lucia (via Albere), Fenilon e Cason.

Nonostante il cantiere sia già pienamente operativo da diversi mesi, in pochi se ne sono accorti e nessuno se ne lamenta. Perché?

Il motivo è che in questi anni l’amministrazione Tommasi ha saputo organizzare, in collaborazione con RFI e la ditta che esegue i lavori, tutte una serie di misure e modifiche ai progetti iniziali che hanno ridotto al minimo l’impatto di questi cantieri sulla cittadinanza.

Un esempio su tutti: via Albere. Questo passaggio fondamentale tra Quarta e Terza Circoscrizione, già oggi saturo di auto, doveva essere chiuso per diversi mesi in quanto i lavori prevedono l’allungamento del ponte della ferrovia. Grazie all’intervento del Comune si sono rimodulati i lavori evitando la chiusura del tratto di via Albere, con uniche eccezioni delle sporadiche chiusure o semi-chiusure notturne.

Un altro punto importante era la chiusura di una corsia in Tangenziale Ovest, anch’essa prevista nel progetto originario. Anche questa misura, che avrebbe avuto un impatto notevole sulla viabilità, è stata scongiurata riuscendo a mantenere le due corsie, seppur con larghezza ridotta.

Quindi, nonostante questo sia uno dei cantieri più grandi dell’alta velocità, i disagi sono e saranno molto limitati e l’impatto sulla cittadinanza decisamente ridotto. E questo grazie al lavoro svolto dal settore mobilità del Comune di Verona in questi anni.

Per concludere ci tengo a ricordare che la creazione di questo nuovo fascio di binari permetterà di liberare la linea storica e quindi, a livello locale, di potenziare il servizio di trasporto ferroviario regionale creando un sistema di trasporto pubblico di tipo metropolitano, riattivando vecchie e nuove stazioni, che possa collegare tutta la provincia da est a ovest e da nord a sud con treni frequenti, veloci e integrati con i sistemi cittadini della filovia, dei bus e delle ciclabili. È questo il sistema della mobilità che dobbiamo progettare e costruire nei prossimi anni.

Piazzetta Mura Gallieno finalmente sistemata

Le mura di Gallieno risalgono al III secolo d.C., nel periodo dell’Anarchia militare, in cui per difendersi dalle invasioni vennero costruite in fretta e con materiali di ogni genere.

Rappresentano un elemento storico e culturale unico per la nostra città e non solo, meta di migliaia di scolaresche e visitatori.

Eppure da tanti anni lo spazio davanti a questo muro era in condizioni a dir poco pietose.

Ora, grazie all’intervento del Comune, questo piccolo ma importante luogo di Verona avrà di nuovo una sua dignità e potrà valorizzare un elemento storico di cui dobbiamo andare orgogliosi.

Nuovo sistema di raccolta rifiuti: una rivoluzione necessaria

Perché cambiare il sistema di raccolta dei rifiuti?

Il motivo è che Verona era da troppi anni ferma a circa il 53% di raccolta differenziata, ben al di sotto di ciò che prevedono le normative regionali, nazionali ed europee. Già dal 2006, infatti, il decreto legislativo 152 detto “Codice dell’ambiente” ha imposto ai comuni di raggiungere il livello minimo del 65% di raccolta differenziata entro il 2013.  Livello che la Regione Veneto ha già previsto di aumentare all’84% dal 2030. Ecco perché tutti gli altri comuni della provincia di Verona e del Veneto si sono attivati da molti anni per poter centrare questo obiettivo. Il Comune di Verona, invece, è rimasto nell’immobilismo (per paura di perdere voti?) e mentre tutti gli altri cambiavano i sistemi di raccolta raggiungendo e superando il 65%, noi siamo rimasti fermi al 53%.

E cosa significa non raggiungere il limite minimo del 65%? Significa innanzitutto lasciare alle future generazioni tonnellate di rifiuti in discarica, contribuendo a danni ambientali difficili poi da recuperare. Ma significa anche pagare di anno in anno multe salatissime (quest’anno l’ecotassa regionale è di circa 1,5 milioni di euro) e un maggior costo per lo smaltimento dei rifiuti. Tutti questi maggiori costi devono essere per legge inseriti nella TARI, che quindi aumenta. In altre parole il sistema precedente non era e non sarebbe stato più sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico.

Il nuovo sistema misto è quello che meglio si adatta alle caratteristiche della nostra città e che nel 2021 venne introdotto nel quartiere di San Michele per poi estendersi negli ultimi anni in Sesta, Quinta, Quarta ed oggi in Prima Circoscrizione. Nei prossimi mesi anche nel resto della città. Ma soprattutto è quello che ci permette di raggiungere l’obiettivo principale, cioè aumentare la percentuale di raccolta differenziata. Percentuale che a Verona è salita quest’anno al 60%.

Vuol dire che va tutto bene? Certamente no. Se alcuni dei problemi che avevamo in precedenza sono drasticamente diminuiti (vedi l’abbandono di rifiuti ingombranti), ora ce ne sono di nuovi legati principalmente a comportamenti scorretti, su tutti l’abbandono di sacchetti fuori dai cassonetti. Come vediamo quotidianamente non è l’unico problema. C’è ampio margine di miglioramento per quanto riguarda l’efficienza del servizio porta a porta, della gestione della raccolta per i grandi condomini, dell’attività di controllo e repressione dei comportamenti scorretti.

Per alcune di queste criticità servirà solo del tempo, sia ad Amia per affinare il servizio, sia ai cittadini per abituarsi al nuovo sistema con le sue caratteristiche. Su tutte le altre il Comune ed Amia hanno messo in atto nuove misure come gli ispettori ambientali che fanno le multe, nuovo personale, nuovi mezzi, l’avvio di avvisi e sanzioni per chi non ha ritirato la tessera o si trova in una condizione di irregolarità.

Tutte queste azioni richiederanno del tempo per essere pienamente efficaci, ma con l’aiuto e l’impegno di tutti alla fine avremo una città più efficiente e pulita.

Siglato il protocollo di intesa sulla mobilità: risultato importante, frutto del lavoro di questi anni

Lunedì 15 giugno Regione Veneto, Provincia di Verona, Comune di Verona e Infrastrutture venete hanno siglato un protocollo di intesa sul tema della mobilità. L’obiettivo è fare uno studio aggiornato e completo dei flussi di traffico della Provincia di Verona per capire quali sono le maggiori criticità e come si possono affrontare. Sembra qualcosa di scontato, eppure uno studio del genere non era mai stato fatto e i dati più aggiornati a disposizione risalgono a dieci anni fa.

Questo protocollo è esattamente quello che come centrosinistra abbiamo sempre chiesto e che da consigliere comunale e provinciale ho proposto attraverso le mozioni approvate in consiglio provinciale il 30 luglio 2025 (vedi articolo qui) e in consiglio comunale il 14 maggio 2026. Sono il frutto del “Patto per il trasporto pubblico” che avevo lanciato a luglio 2025 e che quindi oggi, grazie al lavoro di tutti gli enti e gli attori coinvolti, compie un primo passo concreto; un passo fondamentale per poter programmare in maniera efficace la nuova gara per il trasporto pubblico, integrare il trasporto su gomma con quello su ferro, individuare le reali priorità e le possibili soluzioni da attuare.

Ora manca un altro punto importante posto nel “Patto”: mettere più fondi sul trasporto pubblico. Il Comune di Verona si è già impegnato a destinare 500.000 euro all’anno dal 2028; ora tocca alla Provincia e soprattutto alla Regione stanziare i fondi necessari per avere un servizio all’altezza di una città come Verona e che possa rendere il trasporto pubblico realmente competitivo rispetto al mezzo privato.